Cosa - Come

Una pratica comune

Ippocrate diceva “il medico cura, ma è la vitalità originaria che guarisce dalla malattia”. Doveva condividere questo pensiero anche il cinese Mak Zi, scienziato, ingegnere e filosofo. Curare le malattie era solo una delle sue molteplici capacità guidato dai suoi principi.  Dall’amore universale alla giustizia, dalla vita semplice al rispetto per gli antenati, il suo pensiero prese il nome di Moismo diffuso in Cina dal 400 a.C. al 100 d.C. e sua anche la teorizzazione dell’On Zon Su, l’arte del massaggio del piede. Ed è pratica di quegli anni e di quel pensiero camminare a piedi nudi. Una delle cosiddette “pratiche di lunga vita”.

La Scalzeggiata, ovvero il Barefooting

Da questi studi e dalla pratica dell’On Zon Su, nasce la Scalzeggiata.

La parola che troviamo più comunemente oggi è “barefoot” che significa “camminare a piedi nudi”.  Praticare il barefooting è efficace per il benessere e l’equilibrio di tutto il corpo. Camminare a piedi nudi significa in pratica “mettersi a terra”, dove il corpo assorbe elettroni negativi attraverso la pianta dei piedi, recuperando energia e riattivando la circolazione, contribuendo a migliorare i dolori cronici e, in alcuni casi, i disturbi del sonno”.

Camminare a piedi nudi è molto salutare. Nei bambini risulta addirittura indispensabile per la stimolazione sensoriale della pianta dei piedi, sia per quanto riguarda lo sviluppo della propriocettività (la capacità di riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei muscoli anche senza il supporto della vista. Ad esempio le ginnaste e ballerine) come per la strutturazione dell’arcata plantare. Diventa quindi essenziale per il corretto sviluppo delle cavità dei piedi, della postura e della colonna vertebrale. Per gli adulti, invece, contribuisce a mantenere quanto acquisito da piccoli. Da adulti si circoscrivono tutta una serie di possibili problematiche, come l’alluce valgo, dolori alla schiena e alle ginocchia. Scalzeggiare appena possibile rappresenta senz’altro un buon esercizio da seguire.

Come si pratica la Scalzeggiata

Prima di togliersi le scarpe, tenete presente che la vostra andatura sarà diversa, ascoltate il vostro corpo e cercate di entrare in sintonia permettendo ai vostri piedi, caviglie, ginocchia e fianchi di modificare naturalmente la risposta al terreno.

Dobbiamo, anche qui, trovare il giusto equilibrio nell’adottare una pratica certamente utile al nostro benessere senza scordare però di portarsi dietro delle infradito (in borsa) da utilizzarsi nei percorsi più critici e scomodi.

Scalzeggiando scoprirete un nuovo e diverso rapporto con i vostri piedi, non più “cenerentola del corpo”, ma un importante elemento strutturale sul quale si regge la vostra persona. Approfittate del periodo estivo per iniziare a camminare a piedi nudi gradualmente, magari in giardino, cercando terreni morbidi, in spiaggia, per poi provare ovunque…in ogni caso, un passo alla volta.